{"id":19591,"date":"2015-05-12T09:32:24","date_gmt":"2015-05-12T07:32:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.irpa.eu\/pubblicazione\/rapporto-irpa-n-1-2014-i-collaboratori-dei-parlamentari\/"},"modified":"2019-04-23T17:57:24","modified_gmt":"2019-04-23T15:57:24","slug":"rapporto-irpa-n-1-2014-i-collaboratori-dei-parlamentari","status":"publish","type":"publication","link":"https:\/\/www.irpa.eu\/en\/publication\/rapporto-irpa-n-1-2014-i-collaboratori-dei-parlamentari\/","title":{"rendered":"I collaboratori dei parlamentari"},"content":{"rendered":"

Il\u00a0Rapporto Irpa n. 1\/2014<\/strong>, curato da Hilde\u00a0Caroli Casavola<\/strong>, pubblicato da\u00a0Editoriale Scientifica<\/a>, affronta il tema dei Collaboratori dei parlamentari e, dunque, del personale addetto alla politica.<\/p>\n

Il Rapporto \u00e8 stato\u00a0presentato alla Sapienza il 29 aprile<\/a>\u00a0e, in precedenza, ne \u00e8 stata data\u00a0notizia su\u00a0Italia Oggi<\/em><\/a>)<\/p>\n

Sulla rivista\u00a0Nomos<\/strong>\u00a0\u00e8 stata pubblicata una recensione di Francesca\u00a0Petrini<\/strong>, riportata di seguto.<\/p>\n

 <\/p>\n

Recensione del Rapporto Irpa n. 1\/2014 \u2013 Pubblicata su Nomos, Attualit\u00e0 del diritto<\/em><\/strong><\/p>\n

Il collaboratore parlamentare \u00e8 colei o colui che presta il proprio servizio intellettuale per lo svolgimento di specifiche mansioni all\u2019interno delle segreterie dei singoli eletti e dei gruppi parlamentari. In via ricognitiva, paiono potersi individuare tre macro aree di competenza (legislativa, comunicazione, segreteria e rapporto con gli elettori) per ognuna delle quali sono richieste specifiche conoscenze e abilit\u00e0, acquisite nel corso della carriera accademica e professionale, tali che non \u00e8 possibile esimersi dal considerare i collaboratori parlamentari quali \u00ab\u201cfusibili\u201d del sistema: in assenza, la macchina politica si ferma\u00bb. Questa \u00e8 una delle evidenze che si traggono dall\u2019indagine svolta dall\u2019Istituto di ricerche sulla Pubblica Amministrazione (IRPA<\/strong>), nel recente rapporto 2014 dedicato al \u201cPersonale addetto alla politica\u201d e curato da Hilde Caroli Casavola.<\/p>\n

Interessante e coraggioso \u00e8 certamente il proposito dell\u2019Istituto fondato nel 2004 da Sabino Cassese e un gruppo di altri studiosi di diritto amministrativo di esaminare il fenomeno della proliferazione di questa specifica figura professionale ed i problemi che essa solleva. Categoria negletta e non a caso genericamente appellata dal connotato spregiativo \u201cportaborse\u201d, i collaboratori parlamentari sono infatti una parte di quegli \u201caddetti alla politica\u201d che risultano poco o per nulla studiati, nonch\u00e9 sfuggenti all\u2019attivit\u00e0 di rilevazione dei dati delle istituzioni pubbliche, sebbene invero esercitino competenze e assolvano funzioni diverse e di gran lunga pi\u00f9 importanti di quelle attribuite loro nell\u2019opinione comune, come lo stesso rapporto dimostra.<\/p>\n

Al fine di comprendere quanti e chi sono i collaboratori di deputati e senatori, come vengono reclutati, cosa fanno, se e quanto sono retribuiti, si \u00e8 scelto di effettuare un\u2019indagine \u201csul campo\u201d, svolta seguendo una duplice direzione: interviste mirate al\u00a0target<\/em>\u00a0di operatori considerato e raccolta di dati attraverso la somministrazione di un questionario anonimo distribuito tra collaboratori di parlamentari a partire dall\u2019ottobre 2013. Qui paradossalmente sta il limite e, insieme, il merito della ricerca dell\u2019Irpa. Da un lato, il campione di quarantasette individui, fra intervistati e rispondenti al questionario online, potrebbe frustrare l\u2019esito stesso dell\u2019indagine per ristrettezza del campione stesso rispetto al dato \u2013 riportato anch\u2019esso nel rapporto \u2013 secondo cui nel 2007 risultarono 683 collaboratori forniti di\u00a0badge\u00a0<\/em>per l\u2019accesso alla Camera dei deputati. Dall\u2019altro, per superare i limiti della attivit\u00e0 scientifica che si nutre oggi, assai pi\u00f9 che in passato, della misurazione, della quantificazione e, spesso, della comparazione con fenomeni simili o con la dimensione del medesimo fenomeno in altri paesi e altri ordinamenti, il rapporto offre un contributo assolutamente inedito al dibattito pubblico, fornendo dati e analisi circostanziate del fenomeno della collaborazione parlamentare, non disgiunti dall\u2019esame del contesto entro il quale esso si \u00e8 realizzato, delle sue origini e dei suoi sviluppi, degli effetti, delle soluzioni adottate e, nei casi di pi\u00f9 evidente disfunzione, delle possibili azioni correttive.<\/p>\n

Dunque, se le interviste mirate e la raccolta di dati attraverso la somministrazione di un questionario potrebbero celare esisti statistici notevolmente differenti laddove fosse possibile estendere maggiormente il campione di riferimento, allo stesso tempo l\u2019indagine \u2013 denunciandola \u2013 tenta di superare una delle problematiche principali legate al tema delle collaborazioni parlamentari ovverosia la mancanza di strumenti di conoscenza da parte della collettivit\u00e0. Ai cittadini \u00e8 infatti negato qualsiasi tipo di informazione, quantificazione e controllo circa le caratteristiche della collaborazione parlamentare, le modalit\u00e0 di svolgimento degli incarichi e l\u2019inquadramento giuridico dei relativi rapporti di lavoro. E tale circostanza si rivela tanto pi\u00f9 grave quanto si considera che il fenomeno attiene allo svolgimento di attivit\u00e0 e compiti essenziali alle dinamiche della rappresentanza democratica, tra l\u2019altro finanziati con denaro pubblico in un periodo in cui la parola d\u2019ordine nelle Assemblee legislative \u00e8\u00a0spending review<\/em>\u00a0e difficoltosa, oltrech\u00e9 politicamente \u201cscottante\u201d, \u00e8 la sua concreta declinazione nei provvedimenti normativi.<\/p>\n

Non \u00e8 quindi tanto e soltanto l\u2019identikit<\/em>\u00a0del collaboratore parlamentare italiano tracciato nel rapporto a rendere interessante la ricerca, quanto la stessa iniziativa intrapresa: l\u2019ipotesi \u2013 secondo cui tale categoria di \u201caddetti alla politica\u201d svolge un ruolo essenziale all\u2019espletamento dei compiti istituzionali del Parlamento, verificata positivamente \u2013 si confronta con un\u2019indagine prodromica circa la dimensione quantitativa del fenomeno che da sola sufficientemente indica la misura della complessit\u00e0 e difficolt\u00e0 dello studio stesso. Tale analisi preliminare, infatti, ha dovuto necessariamente fare riferimento ai meccanismi di finanziamento della politica i cui \u00abdati, frammentati e lacunosi, sono resi in modo oscuro e incompleto, spesso aggregati di voci diverse\u00bb. Sebbene una maggiore trasparenza sia emersa in tempi recenti anche a seguito di alcune iniziative dell\u2019amministrazione parlamentare (si pensi all\u2019obbligo del deposito del contratto di lavoro per il rilascio al collaboratore del\u00a0pass<\/em>\u00a0di accesso ai palazzi e all\u2019introduzione dell\u2019obbligo di rendicontazione, almeno parziale, delle spese per collaboratori), \u00abdati complessivi o statistiche ufficiali non sono tuttavia rinvenibili, n\u00e9 dai gruppi parlamentari, n\u00e9 dagli Uffici di camera e senato che, come rilevato, non li pubblicano, n\u00e9 rendono informazioni in merito, nemmeno anonime\u00bb.<\/p>\n

Cos\u00ec temerario eppure valente \u00e8 il rapporto Irpa: unendo all\u2019analisi dei bilanci dei partiti e delle banche dati delle Camere un sondaggio a campione tra i collaboratori parlamentari, esso da un lato introduce un oggetto nuovo della ricerca scientifica \u2013 il pur non recente fenomeno della collaborazione parlamentare ed i problemi che esso solleva; dall\u2019altro, stigmatizza l\u2019\u00aballarmante\u00bb opacit\u00e0, se non addirittura mancanza, delle informazioni disponibili in merito allo stesso fenomeno, giungendo a denunciare l\u2019abuso di forme giuridiche caratterizzanti il rapporto di lavoro tra parlamentare e collaboratore da parte di un legislatore in perenne conflitto di interesse. In questo senso, infatti, dall\u2019indagine si evince che, \u00abpur usufruendo in via principale ed esclusiva dei servizi di tale categoria di lavoratori, gli eletti hanno il potere di decidere i profili materiali pi\u00f9 rilevanti in ordine al fenomeno, vale a dire quelli finanziari (lo stanziamento di risorse pubbliche nei bilanci di Camera e Senato) e organizzativi (quali, il regime giuridico, il numero e i controlli)\u00bb. Non sorprende allora la distanza dal livello europeo e dei principali Stati membri dove il contraente nel rapporto di lavoro \u00e8 sempre l\u2019amministrazione parlamentare, che riceve le richieste dei suoi appartenenti, conclude e gestisce i contratti secondo le indicazioni ricevute (senza pregiudizio per la natura fiduciaria del rapporto), ed assicura altres\u00ec uno\u00a0standard<\/em>\u00a0minimo di trasparenza e conoscibilit\u00e0 di destinazione collegato all\u2019impiego di risorse pubbliche: vale a dire, l\u2019indicazione in bilancio del numero preciso dei contratti depositati e del volume complessivo di spesa.<\/p>\n

Diversamente, nel nostro Paese, nonostante le spese per i collaboratori parlamentari siano in crescita, in tale ambito perdurante \u00e8 l\u2019assenza di una regolamentazione cos\u00ec come, conseguentemente, la trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. Ci\u00f2 rischia di generare il paradosso del venir meno di tutti quegli elementi di certezza di diritti e doveri, previsti dalla legislazione vigente in materia di lavoro, proprio nella pi\u00f9 autorevole delle sedi istituzionali quale il Parlamento. E se diffuso e sistematico \u00e8 l\u2019impiego delle forme di collaborazione a progetto e coordinata e continuativa per un rapporto di lavoro svolto prevalentemente in condizioni di subordinazione, ci\u00f2 dipende proprio dalla mancanza di una disciplina organica ed effettiva della materia che, costruita sulla base di dati ufficiali circa la natura, le dimensioni e le caratteristiche del fenomeno, senza necessariamente prescindere da decisioni concernenti il finanziamento alla politica, possa scongiurare l\u2019esposizione dei collaboratori parlamentari italiani ad abusi, malversazioni e pratiche di\u00a0patronage<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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